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Progetto per il monitoraggio e il contrasto del disagio scolastico nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione

Responsabile Bruna Codogno

 

ANALISI DEI BISOGNI

Il sistema educativo pone tra le proprie finalità generali quella di “assicurare a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze… coerenti con le attitudini e le scelte personali…”(L.  53 / 03). Da tale priorità deriva, per le scuole e per i docenti, la necessità di disporre di adeguati strumenti per garantire ad ogni alunno la piena realizzazione del diritto allo studio, in particolar modo per quegli alunni e studenti che, pur non trovandosi in una situazione di handicap (regolata dalla L. 104 / 1992), manifestano tuttavia situazioni di disagio derivanti da fattori diversi: dallo svantaggio socio-culturale ai disturbi di apprendimento, dalle difficoltà relazionali alla provenienza da diverse culture.

La stessa legge di Riforma del sistema scolastico (L. 53 / 03), prevedendo la stesura dei piani di studio personalizzati per gli studenti, pone una particolare attenzione alla definizione di eventuali situazioni di disagio negli alunni e alle conseguenti strategie di intervento al servizio del massimo ed integrale sviluppo possibile delle capacità di ciascun allievo.

Nella provincia di Belluno vari soggetti istituzionali, a diverso titolo, stanno elaborando sia strumenti per la rilevazione delle suddette situazioni di disagio scolastico, sia strategie di intervento per contrastane gli effetti, e appare importante che il CSA entri a pieno titolo a far parte dei tavoli di lavoro che si stanno occupando di tali problematiche, allo scopo di offrire un contributo in termini di coordinamento delle iniziative e di apporto di idee, in un settore in cui la scuola riveste un ruolo di importanza cruciale, essendone il referente istituzionale prioritario.

FINALITA’ E OBIETTIVI

Le finalità del presente progetto sono dunque riconducibili alla necessità di coordinamento e partecipazione alle iniziative di contrasto al disagio scolastico in atto in provincia, allo scopo di condividere l’analisi del problema e di individuare strumenti efficaci da mettere a disposizione degli Istituti scolastici , ponendoli nella condizione di affrontare con maggiore efficacia  le situazioni di disagio negli alunni.

Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere sono:

  • Svolgere un’indagine che consenta di definire, rilevare e quantificare la dimensione del disagio scolastico in Provincia
  • Creare un archivio di dati e informazioni che permetta di monitorare l’andamento nel tempo del fenomeno
  • Coordinare le iniziative che vari soggetti hanno avviato in merito al problema
  • Individuare e mettere in rete le migliori prassi e gli strumenti di prevenzione e recupero del disagio scolastico, anche tramite la creazione di scuole-polo che, avendone le risorse, si offrano di fare da supporto alle altre nelle pratiche di prevenzione e recupero
  • Promuovere una qualificata formazione dei docenti, diffondendo metodi di intervento di consolidata efficacia, quali il Feuerstein, il Terzi, le pratiche del Cooperative Learning
  • Offrire alle scuole strumenti concreti per una valutazione diagnostica degli alunni in entrata, anche al fine di predisporre gli obiettivi specifici di apprendimento previsti dai Piani di Studio Personalizzati, nonché materiali utili alla compilazione del portfolio degli alunni, con una particolare attenzione per gli allievi in situazioni di disagio.

I soggetti di riferimento con cui condividere le azioni del progetto sono individuabili in: CTI (Centro territoriale per l’integrazione), SNPI (Servizio di Neuropsichiatria Infantile), Servizi Sociali dell’ULSS, GPB (Gruppo psicopedagogiste Belluno), cooperative e altri soggetti privati.

AZIONI

  • Costituire un gruppo provinciale a supporto delle azioni di prevenzioni e contrasto del disagio scolastico;
  • Individuare opportuni strumenti di rilevazione del disagio e eventuali altri soggetti già coinvolti in iniziative analoghe;
  • Raccogliere i dati provenienti dalla scuole
  • Elaborare e tabulare i dati emersi, offrendone un feed-back commentato alle scuole, eventualmente tramite una pubblicazione;
  • Individuare, tra quelli già in uso nelle scuole, metodi, strumenti e buone prassi per la valutazione e gli interventi di recupero in favore degli alunni in situazione di svantaggio, disagio, disturbo dell’apprendimento (es. Progetto IPDA);
  • Partecipare ai progetti, ai tavoli di lavoro e alle iniziative in merito alla prevenzione e al recupero del disagio (es. progetto “Tutti i bambini vanno bene a scuola” del CTI);
  • Diffondere le migliori prassi individuate tra le scuole della provincia;
  • Organizzare una opportuna formazione per i docenti;
  • Raccogliere e mettere in rete gli strumenti ritenuti più efficaci ai fini della compilazione dei piani di studio personalizzati e del portfolio degli alunni in situazione di disagio.

Alcune delle azioni individuate necessitano di finanziamenti appositi per essere intraprese; ci si propone di individuarli tra le entrate del CSA destinate alla dispersione scolastica e in eventuali bandi per la destinazione di fondi europei emanati dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Belluno e da altri Enti.

RISULTATI ATTESI

Produzione di un rapporto informativo sulle caratteristiche dello svantaggio in Provincia, anche per un successivo monitoraggio della sua evoluzione nel tempo.

Arricchimento della strumentazione di valutazione, diagnosi e intervento delle scuole.

Miglioramento, tramite la formazione dei docenti della conoscenza e dell’efficacia delle strategie di intervento in merito al disagio scolastico nelle sua varie forme.

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO

  • Numero di scuole afferenti al Gruppo Provinciale;
  • Strumenti prodotti / messi in rete dal Gruppo
  • Risposta delle scuole all’indagine di monitoraggio del disagio;
  • Relazione sui dati emersi dall’indagine
  • Risorse finanziarie utilizzate/acquisite in relazione agli obiettivi raggiunti.
  • Eventuali corsi di formazione attivati.

Puos d’Alpago, 10 giugno 2004