CM n. 152

 

Infrastrutture tecnologiche nelle scuole

 

 

 

Piano provinciale

 

 

 

 

Come stabilito nelle azioni previste dalla circolare ministeriale n.152 per il raggiungimento degli obiettivi fissati nella stessa, si rivela prioritario “cablare, in tutto o in parte, ogni istituzione scolastica, creando reti di istituto dotando ogni scuola, che ne sia sprovvista , di dispositivi di accesso alla rete esterna (server, router...), nonché di un collegamento telefonico con larghezza di banda di trasmissione sufficiente per gli usi didattici multimediali”. Quindi le risorse stanziate devono garantire alle istituzioni scolastiche la disponibilità necessaria per 

estendere il cablaggio o realizzarne ex novo una prima configurazione minima in modo da avere connessi tra loro e con la rete internet almeno presidenza, segreteria, aula insegnanti, aula magna e biblioteca.

 

Spetta, secondo le indicazioni della Direzione Regionale, agli Uffici scolastici provinciali:

 

Ø      rilevare i fabbisogni e definire i criteri per l’assegnazione dei fondi alle scuole

Ø      concorrere alla definizione del piano regionale di impiego dei finanziamenti accantonati per promuovere o riconoscere interventi di valore strategico per il sistema scolastico veneto e di valorizzazione di importanti progetti didattici a carattere innovativo

Ø      costituire a livello provinciale un gruppo tecnico ristretto

Ø       elaborare il piano provinciale di intervento sulla base degli obiettivi regionali per il potenziamento o costruzione di centri attrezzati polifunzionali per le iniziative di formazione  a distanza del personale e la valorizzazione della progettualità delle scuole con preferenza ai progetti di rete

 

 

 

In quest’ambito l’azione del CSA di Belluno è diretta a garantire

 

 

qualità degli interventi e prioritariamente il raggiungimento degli standard minimi di cablaggio per tutte le scuole  della provincia attraverso

il supporto agli istituti scolastici autonomi per favorire scelte adeguate sotto il profilo tecnico e funzionale nonché la realizzazione di

economie di scala che permettano il massimo raggiungimento degli obiettivi. Per fare questo è stato costituito un gruppo tecnico provinciale i cui componenti

        

1 referente del CSA

            2 dirigenti scolastici

            3 docenti

            2 assistenti tecnici

            1 tecnico dell’Amministrazione Provinciale

            1 dirigente scolastico utilizzato presso il CSA

 sono stati scelti all’interno della rosa di nomi proposti dalle aggregazioni di scuole. A questi si aggiungono altri 2 docenti e 3 assistenti tecnici che coadiuveranno il comitato tecnico per l’assistenza e la consulenza alle scuole.

 

 

 

 

 

Al gruppo tecnico è stato affidato il compito di fornire indicazioni e proposte al Dirigente del CSA in merito a:

 

 

Ø      dotazione tecnologica delle scuole

Ø      interventi necessari in relazione agli obiettivi e alle priorità fissati

 

Ø      modalità di intervento a supporto delle Istituzioni Scolastiche Autonome

 

 

 

 

Ø      ripartizione dei fondi

 

Al momento attuale il gruppo tecnico ha

 

Ø      effettuato la rilevazione della dotazione tecnologica delle scuole sulla base della compilazione da parte di queste di una scheda tecnica predisposta

Ø      elaborato una proposta di consulenza e collaborazione da avanzare alle ISA

Ø      individuato le professionalità da impiegare a supporto all’azione delle ISA

Ø      predisposto una scheda tecnica di “consigli per gli acquisti”

 

ed inoltre ha elaborato una proposta di servizio di supporto e consulenza alle scuole attraverso

 

Ø      la consulenza tecnica in loco per la definizione del progetto di cablaggio dell’istituto (effettive necessità, soluzioni possibili, materiali, ecc.)

Ø      la valutazione dei costi e dei finanziamenti necessari

Ø      il coordinamento provinciale tra i referenti delle scuole per la costituzione di una rete di supporto tecnico

Ø       il supporto e consulenza per la definizione delle gare d’appalto, la valutazione tecnica delle offerte e il collaudo dei lavori eseguiti in collaborazione con la Provincia

 

 

La proposta è stata valutata dai Dirigenti Scolastici riuniti in conferenza di servizio e sono state illustrate le modalità per aderire all’iniziativa. In quella sede si è convenuto sull’utilità del coordinamento proposto che permette di sperimentare una rete di referenti con competenze tecniche in vista della prossima formazione (corsi C1 e C2), l’esperienza di acquisti in consorzio in condizioni “guidate” da tecnici esperti, in questo caso della Provincia, e del CSA come centro di servizio e supporto, con la convinzione che tutto questo possa favorire una maggior qualità dei risultati.

 

 

 

 

Il servizio di consulenza e supporto

 

Dopo aver analizzato i dati del questionario conoscitivo inviato alle scuole con nota del 28.06.02 prot. 6121/PA-22, al fine di una corretta assegnazione dei fondi, considerata l’utilità di stimare con sufficiente precisione l’importo di spesa richiesto da ciascuna scuola per la realizzazione di un’infrastruttura minima, il Comitato tecnico, ha ritenuto opportuno proporre una rilevazione diretta delle problematiche e delle necessità di ciascun istituto.

 

Poiché l’esatta quantificazione dei costi di collegamento e cablaggio è possibile solo dopo una fase di attenta analisi delle necessità specifiche, l’azione si concretizzerà in una vera e propria progettazione complessiva degli impianti dalla quale verrà poi desunto, per ciascun istituto, il costo di un’infrastruttura minima standard. Per questo compito il personale della scuola incaricato (all.1) si avvarrà della collaborazione dei tecnici dell’Ente Provincia con il quale verrà stabilita un’apposita convenzione di cui si allega un possibile  esempio tratto da una situazione analoga a questa.

 

Per le scuole che aderiranno verrà indetta un’unica gara d’appalto ed esse potranno quindi contare su dei vantaggi dovuti al ribasso d’asta. L’esecuzione dei lavori potrà essere seguita se necessario dal personale incaricato in accordo con il referente del singolo istituto e con la supervisione tecnica del personale dell’Ente Provincia.

E’ facoltà di ogni istituto scolastico autonomo avvalersi o meno di questa convenzione, agendo in piena autonomia. Il presente documento costituisce comunque una guida per la realizzazione di un impianto efficiente e funzionale. Le normative tecniche indicate perciò andranno rispettate nella realizzazione della rete e ad esse si dovrà far riferimento nell’aggiudicazione dei lavori. L’impianto, se realizzato in proprio, dovrà essere certificato dalla ditta che l’ha eseguito rispettando le caratteristiche indicate nel progetto. In ogni caso, anche per quelle istituzioni che procederanno in proprio alla progettazione ed alla conseguente definizione del costo di connessione, la valutazione, determinante al fine della ripartizione del finanziamento, sarà quella calcolata dal comitato tecnico provinciale.

 

Il finanziamento previsto per il raggiungimento degli obiettivi espressi dalla C.M.  152, non pretende di risolvere tutte le necessità di cablaggio delle istituzioni scolastiche provinciali. In particolare il cablaggio si riferisce esclusivamente ad una connettività per il traffico dati e non telefonico e solo per le sedi centrali.  Risulta però evidente che questo tipo di supporto può rappresentare anche un’ottima occasione per tutte quelle Istituzioni che intendano autonomamente estendere il cablaggio oltre quanto previsto come infrastruttura minima (cablando ad esempio, una sede periferica, uno o più laboratori, modernizzando la rete di telefonia interna, etc.), traendo vantaggi molto consistenti, in termini economici, ma anche di semplificazione amministrativa e logistica. Il bando di gara prevede un meccanismo per cui tutte queste “opere aggiuntive” vengano realizzate dalla stessa Ditta aggiudicataria, con le stesse condizioni applicate alle opere previste dalla gara (quindi, riassumendo, una sola Ditta, opere murarie effettuate con logicità e uniformità, qualità del materiale utilizzato garantita dalla “supervisione” tecnica).

 

E’ superfluo ricordare che le istituzioni scolastiche interessate a realizzare un’infrastruttura di rete più complessa, oltre a considerare la possibilità di impiegare risorse proprie, potrebbero confrontarsi con i rispettivi interlocutori istituzionali (Enti Locali) per individuare opere e finanziamenti aggiuntivi da prevedere in fase di progettazione.

 

Dal momento che è intento del Comitato tecnico quello di porsi come organo di consulenza e coordinamento, al fine di armonizzare il più possibile la qualità delle iniziative delle singole scuole sono stati predisposti i due documenti che seguono:

 

Ø      la definizione dell’infrastruttura di cablaggio minima. Si ribadisce che il carattere di vincolo delle indicazioni contenute nella descrizione dell’infrastruttura minima sono legate soprattutto ai criteri di ripartizione del fondo assegnato e che, all’interno della configurazione indicata, è possibile operare delle variazioni al fine di far aderire maggiormente l’infrastruttura alle proprie necessità.

Ø      le indicazioni relative alle Caratteristiche tecniche ottimali per un impianto di cablaggio che hanno carattere informativo.

 

 


1. Definizione dell’infrastruttura di cablaggio minima

 

Nell’ambito della costituzione di un’infrastruttura di cablaggio globale dell’edificio (o degli edifici) scolastici, si considererà prioritario il cablaggio di quelle aree che attualmente accolgono nell’ordine:

 

LOCALE / REPARTO

PUNTI DI CONNETTIVITÀ

(es. 2 punti conn. = 1 presa doppia oppure

5 punti conn. = 1 presa doppia + 1 presa tripla)

Segreteria scolastica

12

Presidenza

2

Aula docenti

2

Aula Magna

2

Biblioteca

2

Laboratorio informatica

2

Accesso libero per studenti (ove disponibile lo spazio)

2

 

La parte passiva della rete comprenderà:

 

-       armadio rack dimensionato secondo indicazioni dell’Ente appaltante. Struttura in lamiera d’acciaio passivata, pressopiegata ed elettrosaldata. Corredato da due montanti laterali completamente preforati (doppia foratura) con passo multiplo di 1U (44,45 mm). Deve avere porta anteriore trasparente e contenente il numero di unità minime indicate nel prospetto sottostante:

q       una barra di alimentazione con 6 prese shuko e interruttore  bipolare magneto-termico 16 A, per armadio rack (da collegare al gruppo di continuità);

q       permutatore patch panel per attestazione di cavi a 4 coppie UTP e la loro relativa permutazione. Connettori di tipo RJ45 di Cat. 5e modulare, conforme alla normativa EIA/TIA testati Power Sum. Il numero di connettori dovrà essere adeguato al n. di prese e corredato di tutti gli accessori (passa cavi, etichette, etc.). I connettori e/o supporti dovranno riportare cartellini/etichette con numeri e lettere in modo da essere facilmente identificati. La stessa numerazione dovrà essere riportata sulla presa permutatore corrispondente. gruppo di continuità di 1200 VA  minimo modello rack da montare nell’armadio.

q       due ripiani liberi già montati nell’armadio;

q       prese e cavi (nella quantità indicata dall’ENTE);

q       canala rispondente alle norme tecniche sottoindicate (nella quantità necessaria al progetto).

 

-    gruppo di continuità esterno o rack

 

Gli apparati di rete comprendono:

 

-          Uno switch/hub  che dovrà avere, come minimo, le seguenti caratteristiche tecniche:

§         tutte le porte dovranno essere 10/100 TX autosensing;

§         autonegoziazione full e half duplex su tutte le porte;

§         tecnologia store-and-forward

§         modello stackable.

 

 

-          un Router CISCO 801 ( se la zona è già coperta dal servizio ADSL verrà valutata l’opportunità di un acquisto / noleggio di router ADSL)

 

Gli apparati proposti dovranno essere di primarie case costruttrici a livello internazionale e certificati ISO9001.

 

N.B.

Considerati gli obiettivi espressi nella C.M. 152, qualora il finanziamento erogato non sia sufficiente a realizzare l’intera struttura minima sopra descritta, si ritiene prioritario, dopo aver cablato Presidenze e Segreteria, consentire il collegamento di queste ultime alla rete Internet.

 

 


2.  Caratteristiche tecniche ottimali per un impianto di cablaggio

 

 

Per cablaggio strutturato si intende un'infrastruttura in grado di soddisfare sia le esigenze di collegamento delle reti locali di calcolatori (LAN) sia la telefonia classica e numerica (ISDN), sia gli allarmi, i controlli, le regolazioni, le immagini video, controllo presenze ecc.

 

Le nuove tecnologie ed un nuovo modo di progettare, rendono possibile dotare un edificio, o un complesso di edifici, di un unico sistema di cablaggio, universale ed integrato, in grado di evitare il sovrapporsi di cavi dedicati a sistemi specifici, che normalmente creano caos e rendono insufficienti le canalizzazioni o tubazioni esistenti utilizzate per il passaggio dei cavi.

 

L’impiego del cablaggio strutturato, preso in esame dal progetto, è quello di supporto ad una rete locale di computer (LAN). Visto il diffondersi di diverse modalità trasmissive, tutte orientate all’aumento della velocità di trasmissione, nasce l’esigenza di avere un cablaggio che possa essere impiegato con tutte le teconologie disponibili senza dover subire variazioni sostanziali.

 

Oltretutto tali tecnologie lavorano a frequenze molto più alte rispetto a quelle a cui lavorano i sistemi classici (Ethernet a 10 Mbps o Token-Ring 4/16 Mbps); tutto questo comporta che il sistema di cablaggio, per essere usato con queste tecnologie deve rispondere a requisiti di efficienza che le alte frequenze richiedono.

 

Tale efficienza non si ottiene soltanto con l’impiego di materiali di buona qualità, ma necessita di una buona installazione e soprattutto ha bisogno di una verifica strumentale eseguita da personale specializzato e dotato di apparecchiature specifiche.

 

A regolamentare la progettazione e la realizzazione degli impianti per la trasmissione dei segnali esistono degli standard internazionali. Tali standard definiscono tipi di cavo, lunghezze massime relative, architettura e categorie dei componenti che fanno parte del sistema di cablaggio, nonché delle classi di collegamento ed i relativi parametri per valutarne la bontà e l’efficienza.

 

Conformità agli standard

 

Il sistema di cablaggio raccomandato, in tutte le sue componenti, deve essere conforme agli standard EIA/TIA568A, EIA/TIA569, EN50173, ISO/IEC11801 e deve superare i test standard previsti dall’EIA/TIA TSB-95.

 

Caratteristiche generali dei materiali

 

Per tutto il cablaggio dovranno essere utilizzati cavi UTP (Unshilded Twisted Pair) di categoria 5E (Enhanced) che supportano la trasmissione GigaEthernet su rame a 1000Mbit. In alternativa, ove lo si ritenga necessario, si potranno impiegare cavi in fibra ottica.

 

Tutti i tipi di cavo devono avere un rivestimento in guaina non propagante l’incendio e a basso sviluppo di gas alogeni. I cavi andranno attestati ai rispettivi permutatori.

 

Apertura a tutti i tipi di rete LAN

 

Il cablaggio deve assicurare il supporto delle seguenti modalità di utilizzo:

-          10BaseT   secondo ISO 8802-3

-         100BaseTX, 100BaseFX

-         1000BaseTX

-         ATM Oc3 (155Mb/s)

 

Flessibilità,  configurabilità e facilità di espansione

 

E’ fondamentale che l’architettura del cablaggio e gli apparati proposti garantiscano che le permutazioni e le aggiunte di nuovi posti di lavoro possano essere facilmente realizzati.

 

L’occupazione dei permutatori e delle porte delle apparecchiature attive non dovrà superare l’80% della capacità massima. In particolare la ditta appaltatrice dovrà indicare la dimensione dei diversi apparati offerti, l'occupazione degli stessi e la capacità di espansione.

 

Eventuali interventi di manutenzione e riconfigurazione del sistema debbono poter essere realizzati anche in autonomia dal personale tecnico delle scuole. Si evidenzia l’importanza di un’adeguata etichettatura dei cavi e delle prese. In particolare dovrebbe essere sempre presente  uno schema di progetto che riporti i collegamenti delle apparecchiature attive.

 

Canalizzazione e distribuzione

 

La distribuzione dei cavi dovrà avvenire all’interno di canaline di distribuzione in PVC con grado di infiammabilità U.L.94V-0 e di tipo conforme alla corrente normativa C.E.I. ed ISO. Il dimensionamento delle canaline di distribuzione dovrà essere realizzato in maniera tale che, a sistema completato, l’occupazione delle stesse non ecceda l’80% della loro capacità. Si dovrà usare canalina con coperchio in PVC rigido pesante, antiurto, resistente agli agenti chimici più comuni. Dovranno essere in grado di mantenere il raggio di curvatura entro i limiti stabiliti dalla normativa EIA/TIA569 (1”Max). I coperchi delle canaline potranno essere rimossi solamente con l’aiuto di attrezzi (antimanomissione). La disposizione delle canaline e delle relative scatole di passaggio dovrà tener conto della complessità del percorso, garantire la completa sfilabilità dei cavi e la possibilità di interventi successivi. Nell’attraversamento delle pareti i cavi andranno posati con adeguate protezioni (guaine o tubi, etc), in modo tale che sia possibile sfilarli senza danni agli stessi. I raccordi fra le canaline e con eventuali guaine e tubi dovranno essere eseguiti a "regola d'arte". Agli incroci di canaline dovranno essere applicate scatole apposite e non saranno ammessi angoli senza opportune angoliere. Se la planimetria prevede l’utilizzo di torrette o canale già esistenti che rispondono alle norme richieste, è possibile utilizzarle rispettando i limiti di occupazione dell’80% sopraindicati.

 

Per ogni posto di lavoro andranno installate delle prese telematiche con presa standard RJ45 Cat.5e (doppie, triple o quadruple, secondo l’indicazione progettuale, (con tappo sulle prese inutilizzate). Dovranno essere montati su placca modulare e fissati a parete su scatola. Ad ogni connettore RJ45 dovrà essere attestato un cavo a 4 coppie UTP Cat.5e da permutatore a presa. Il connettore RJ45 impiegato dovrà essere identico a quelli installati sui permutatori all’interno degli armadi di concentrazione. La presa dovrà avere uno spazio dedicato alla collocazione di etichette identificative per ogni singola utenza.

 

Opere murarie

 

Eventuali piccole opere murarie dovranno essere effettuate dalla ditta, anche tramite altre aziende, con il ripristino delle pareti a “regola d’arte” (ad esempio, la chiusura dei fori dovrà essere rifinita con malta fine e non stucco, etc.), ad eccezione della sola tinteggiatura.

 

Nota bene: tutti i componenti forniti dovranno essere prodotti da costruttori che abbiano ottenuto la certificazione ISO 9001, conformità anno 2000 e tutte le confezioni dovranno recare una chiara identificazione del codice corrispondente e del numero di controllo qualità. In sede d’offerta dovrà esser allegata una adeguata documentazione tecnica relativa alle attrezzature proposte.

 

Certificazione e garanzia del cablaggio

 

L’impianto deve essere corredato di certificazione di categoria 5e come previsto dalla normativa EIA/TIA TSB-95. Di ogni certificazione deve essere rilasciata la stampa originale prodotta dagli strumenti di misura utilizzati.

 

Il cablaggio strutturato, per le parti passive, dovrà avere una garanzia di almeno 15 anni sui materiali, mentre per le parti attive la garanzia non potrà essere inferiore a tre anni. La garanzia dovrà coprire eventuali costi di manodopera necessari per la sostituzione di componenti difettosi.