Check list per registrare l’esistenza in Istituto di
dispositivi preposti a intercettare e interpretare i segnali di disorientamento
degli studenti
Quando il dispositivo[1]
è presente e funzionante nel proprio Istituto, segnare con un visto il
quadratino corrispondente nella colonna Sì;
in caso contrario, contrassegnare il quadratino nella colonna No.
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Dispositivi |
No |
Sì |
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1.
Applicazione di procedure condivise di osservazione sistematica del
comportamento degli alunni focalizzate su indicatori di disagio. |
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2.
Utilizzo in Consiglio di Classe di griglie per valutare il
comportamento degli alunni: incrocio dei punti di vista di più docenti non
solo sulle problematicità, ma anche sulle competenze consolidate. |
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3.
Analisi della frequenza e della distribuzione delle assenze degli
studenti. |
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4.
Utilizzo di prove di prestazione relative alle competenze portanti o
caratterizzanti l’Istituto finalizzate a individuare gli alunni a rischio
cognitivo. |
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5.
Potenziamento del passaggio di informazioni tra cicli sia sugli
studenti sia agli studenti (organizzazione di esperienze comuni tra alunni di
SE e SM, oppure SM e SS). |
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6.
Potenziamento delle capacità professionali dei membri della
commissione continuità di comprendere gli alunni, avvalendosi di competenze
esperte come quelle degli operatori del servizio ULS età evolutiva. |
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7.
Realizzazione di uno sportello di ascolto per alunni e/o genitori. |
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8.
Impostazione della didattica disciplinare con quote importanti di
sollecitazione e valorizzazione dell’intelligenza operativa. |
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9.
Progettazione comune di curricoli verticali (SE-SM, SM-SS). |
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10.
Coinvolgimento forte dei genitori come fonti di informazione
privilegiata sugli alunni. |
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11.
Realizzazione di uno sportello di orientamento alla scelta per
studenti. |
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12.
Formazione dei docenti del Consiglio di Classe all’utilizzo
professionale degli strumenti di raccolta di informazioni sugli studenti. |
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13.
Messa a punto, all’interno della commissione continuità, di criteri
condivisi per la valutazione degli apprendimenti. |
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14.
Realizzazione, all’interno della classe, di uno spazio di
comunicazione tra gli studenti moderato da un adulto. |
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15.
Costruzione di una ricca offerta formativa basata su “laboratori”. |
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16.
Realizzazione di percorsi di educazione all’affettività in
collaborazione con soggetti esperti. |
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17.
Impiego dell’insegnante di Sostegno come effettivo sostegno alla
classe. |
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18.
Realizzazione di una molteplicità di attività parascolastiche
finalizzate a scoprire e far scoprire agli studenti il possesso di competenze
“altre”. |
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19.
Attribuzione di valore – anche attraverso la scheda di valutazione
quadrimestrale – alle competenze “altre”. |
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20.
Impiego di indagini sulla percezione che i genitori hanno della
qualità del servizio formativo come fonte di informazioni sul disagio scolastico
dei propri figli. |
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21.
Organizzazione di incontri “a tema” con le classi centrati sulla
prevenzione del disagio. |
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22.
Nel corso dell’accoglienza realizzazione di momenti di lavoro di
gruppo tra studenti, finalizzati a precisarne e potenziarne il profilo
motivazionale. |
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23.
Nelle scuole con convitto valorizzazione delle competenze e del
ruolo dell’istitutore come figura con cui lo studente può parlare di sé. |
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24.
Valorizzazione del CIC. |
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25.
Valorizzazione delle competenze e del ruolo del personale ausiliario. |
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26.
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[Versione sperimentale 02 del 22 ottobre
2003]